Meglio partire con un prezzo di vendita più alto? Perché il prezzo iniziale è decisivo

"Preferiamo partire con un prezzo un po’ più alto. Possiamo sempre scendere in seguito."

È un ragionamento che sentiamo spesso durante le valutazioni immobiliari e i colloqui con i proprietari – e che comprendiamo bene.

Chi vende un immobile desidera, naturalmente, ottenere il miglior risultato possibile. Nessun proprietario vuole avere, dopo la vendita, la sensazione di aver venduto la propria casa o il proprio appartamento al di sotto del suo valore. E naturalmente il prezzo di offerta può prevedere anche un certo margine di trattativa.

La domanda decisiva, quindi, non è: Conviene partire con un prezzo il più alto o il più basso possibile?

Ma piuttosto: Con quale prezzo iniziale creiamo le migliori condizioni per ottenere un risultato di vendita convincente per questo immobile?

Perché il giusto prezzo di offerta è molto più di una cifra indicata nell’annuncio. È una parte importante della strategia di vendita.

Valore di mercato, prezzo di offerta e prezzo di vendita: qual è la differenza?

Nella vendita di un immobile vengono spesso confusi tre concetti.

  • Il valore di mercato è una stima del valore realistico di un immobile nelle attuali condizioni di mercato.
  • Il prezzo di offerta è il prezzo con il quale l’immobile viene posizionato sul mercato.
  • Il prezzo di vendita è infine l’importo sul quale venditore e acquirente raggiungono un accordo.

Questi tre valori non devono necessariamente coincidere. È proprio qui che nasce il margine strategico.

Un prezzo di offerta ben definito tiene conto del valore di mercato, delle caratteristiche particolari dell’immobile, della domanda attuale, del potenziale pubblico di acquirenti e delle aspettative del proprietario.

Allo stesso tempo, può lasciare sufficiente spazio per una successiva trattativa.

Il giusto prezzo iniziale non deve essere né il più basso né il più alto possibile. Deve creare le migliori condizioni per la vendita.


Perché il prezzo iniziale è così importante nella vendita immobiliare?

Il prezzo di offerta influenza già il primo contatto di un potenziale acquirente con un immobile. Ancora prima di fissare una visita, l’interessato confronta posizione, fotografie, superficie abitabile, caratteristiche e prezzo.

E si chiede:

  • Questo immobile corrisponde alle mie esigenze?
  • Rientra nel mio budget?
  • Il prezzo è comprensibile rispetto a ciò che viene offerto?
  • Vorrei saperne di più?

Il prezzo iniziale, quindi, non diventa importante soltanto durante una successiva trattativa.

Contribuisce fin dall’inizio a determinare quali acquirenti prenderanno in considerazione l’immobile.

Un buon prezzo iniziale crea interesse

L’obiettivo di una buona strategia di prezzo non è generare il maggior numero possibile di richieste.

Ciò che conta sono gli interessati giusti.

Persone le cui esigenze corrispondono all’immobile. Che dispongono del budget necessario. Che si interessano seriamente all’offerta. E che, dopo una visita, potrebbero essere pronte a parlare concretamente di un acquisto. Un prezzo iniziale plausibile può motivare proprio questi interessati a fare il passo successivo.

Perché prima che un acquirente possa presentare un’offerta deve nascere un interesse.

E prima che possa iniziare una trattativa sul prezzo serve un acquirente che desideri realmente acquistare l’immobile.

Il prezzo di offerta può essere superiore al prezzo di vendita previsto?

Sì.

Il prezzo di offerta non deve necessariamente corrispondere esattamente all’importo che si prevede di ottenere alla fine.

Un ragionevole margine di trattativa può essere assolutamente sensato. L’ampiezza di questo margine dipende però dal singolo immobile. Per questo non riteniamo particolarmente utili regole generiche come «aggiungiamo sempre il cinque o il dieci per cento». Per un appartamento molto richiesto può essere indicata una strategia diversa rispetto a quella scelta per una villa particolare. Per un’abitazione secondaria sul Lago Maggiore il pubblico può reagire diversamente rispetto a un classico immobile destinato ad abitazione primaria.

Anche fascia di prezzo, stato dell’immobile, posizione e offerte comparabili hanno un ruolo importante.

Un margine di trattativa è utile quando fa parte di una strategia – non quando è semplicemente una percentuale aggiunta al valore di mercato.

Gli acquirenti non pensano sempre: «Allora offrirò semplicemente meno»

Questo aspetto è particolarmente importante nella strategia di prezzo.

Comprensibilmente, i proprietari partono spesso dal presupposto che, se il prezzo è troppo alto, un interessato presenterà semplicemente un’offerta inferiore.

Può succedere. Ma non necessariamente. Molti potenziali acquirenti osservano il mercato immobiliare già da tempo. Confrontano le offerte ad Ascona, Locarno, Minusio, Brione sopra Minusio, Ronco sopra Ascona, Brissago o nel Gambarogno. Conoscono il proprio budget. Con il tempo sviluppano una buona sensibilità per le fasce di prezzo nelle quali vengono proposti determinati immobili.

Se il prezzo di offerta si trova nettamente al di fuori delle loro aspettative, può quindi verificarsi un’altra reazione: «Probabilmente le aspettative di prezzo del venditore e le nostre sono troppo distanti.»

L’interessato potrebbe quindi non fissare nemmeno una visita. Eppure proprio quell’acquirente avrebbe potuto essere perfettamente adatto all’immobile.

Il prezzo iniziale determina anche chi trova l’immobile

A questo si aggiunge un aspetto molto pratico: i filtri di ricerca sui portali immobiliari. Molti potenziali acquirenti cercano all’interno di una fascia di prezzo prestabilita.

Se un immobile, a causa di un margine di trattativa molto ampio, supera tale limite, potrebbe non comparire affatto nei risultati di ricerca.

Un esempio:
Un acquirente sarebbe in linea di principio disposto a investire fino a un determinato importo per l’immobile giusto. Anche il proprietario sarebbe disposto a vendere all’interno di quella fascia. Se però l’immobile viene proposto a un prezzo nettamente superiore, i due potrebbero non incontrarsi mai.

Una buona strategia di prezzo considera quindi non soltanto il prezzo di vendita desiderato, ma anche il comportamento di ricerca dei potenziali acquirenti.

Le prime settimane forniscono informazioni preziose

La prima fase della commercializzazione di un immobile è particolarmente interessante. Una nuova offerta viene notata dagli acquirenti che stanno già osservando attivamente il mercato. Vengono attivati gli abbonamenti di ricerca. Gli interessati confrontano l’immobile con le altre offerte disponibili. Arrivano le prime richieste e vengono organizzate le prime visite.

Per noi, le reazioni durante questa fase rappresentano informazioni preziose. Non guardiamo semplicemente quante richieste arrivano.

Molto più importante è capire:

  • Chi si interessa all’immobile?
  • Il pubblico corrisponde a quello che ci aspettavamo?
  • Nascono visite qualificate?
  • Quali riscontri riceviamo?
  • Quali caratteristiche vengono percepite in modo particolarmente positivo?
  • Ci sono domande che si ripetono?
  • E nascono intenzioni concrete di acquisto?

In questo modo, la reazione del mercato diventa una parte importante della strategia di vendita successiva.

Un prezzo iniziale è una strategia – non una promessa

Nemmeno una valutazione immobiliare professionale può prevedere quale singolo acquirente, in quale momento, sarà disposto a pagare un determinato importo per un immobile.

Il mercato immobiliare è fatto di persone. Ed è proprio per questo che, dopo l’inizio della commercializzazione, osserviamo con grande attenzione come reagisce il mercato.

Se il posizionamento scelto viene confermato, è un buon segnale. Se la reazione è diversa da quella prevista, la strategia può essere riesaminata.

Questo non significa che la valutazione sia stata sbagliata. Fa parte di una commercializzazione professionale.

Una buona strategia di vendita viene preparata con chiarezza – ma rimane allo stesso tempo sufficientemente attenta da reagire al mercato reale.

E se in seguito fosse opportuno adeguare il prezzo?

Un adeguamento del prezzo non è di per sé qualcosa di negativo. Possono esserci buoni motivi per modificare il prezzo di offerta durante la commercializzazione. Forse diverse visite qualificate hanno fornito nuove indicazioni. Forse la situazione di mercato è cambiata.

Oppure sono cambiate le priorità del proprietario. Ciò che conta è che l’adeguamento avvenga in modo consapevole. Per questo preferiamo una strategia di prezzo chiara a numerose piccole variazioni.

Anche gli acquirenti osservano infatti l’andamento dei prezzi. Se un prezzo viene ridotto ripetutamente di piccoli importi, gli interessati potrebbero decidere di aspettare per vedere se seguirà un ulteriore adeguamento.

Una modifica mirata e inserita in una strategia comprensibile può invece riposizionare l’offerta e generare nuova attenzione.

Gli immobili particolari richiedono una strategia di prezzo individuale

Proprio sul Lago Maggiore molti immobili possono essere confrontati solo in parte tra loro.

  • Una villa a Ronco sopra Ascona con vista panoramica e molta privacy si rivolge a un pubblico diverso rispetto a un appartamento in posizione centrale a Locarno.
  • Un attico a Brione sopra Minusio viene valutato diversamente da un appartamento di vacanza ad Ascona.

E un immobile nel Gambarogno può avere caratteristiche particolarmente interessanti per un determinato pubblico, mentre altri acquirenti cercano volutamente una posizione più centrale.

Più un immobile è individuale, più diventa importante chiedersi:

Quale pubblico di acquirenti riconosce il valore particolare proprio di questo immobile?

Perché una buona strategia di prezzo non nasce in modo isolato. È direttamente collegata al posizionamento e alla commercializzazione dell’immobile.

Il miglior prezzo non nasce necessariamente dal prezzo iniziale più alto

Chi vende il proprio immobile desidera comprensibilmente ottenere il miglior prezzo possibile. È un obiettivo che condividiamo con i nostri clienti. La domanda decisiva è semplicemente come arrivarci.

Un prezzo di offerta molto elevato può apparire inizialmente interessante. Ma la cifra più importante di una vendita immobiliare non è quella indicata nell’annuncio il primo giorno.

È quella che alla fine viene riportata nel contratto di compravendita. Per questo consideriamo il prezzo di offerta uno strumento strategico.

Deve creare interesse.

  • Raggiungere il pubblico giusto.
  • Riflettere la qualità dell’immobile.
  • Consentire un margine di trattativa ragionevole.

E allo stesso tempo creare le condizioni affinché tra acquirente e venditore possa nascere una vera trattativa.

Mito o realtà?

In parte è un mito.

«Meglio partire un po’ più alti» può assolutamente essere una strategia sensata. La parola decisiva è «un po’».

Un margine di trattativa scelto consapevolmente può sostenere gli interessi del proprietario. Un prezzo che invece si trova nettamente al di fuori di ciò che il pubblico di riferimento considera comprensibile può creare una distanza non necessaria.

Non si tratta quindi di far partire i proprietari dal prezzo più basso possibile. Ma nemmeno di provare semplicemente il prezzo più alto immaginabile.

Si tratta di creare, con il prezzo giusto, le migliori condizioni possibili per ottenere un buon risultato di vendita.

Come definiamo il giusto prezzo iniziale?

Il punto di partenza è la valutazione dell’immobile. Non consideriamo soltanto la superficie abitabile e la dimensione del terreno. Anche microlocalizzazione, vista, esposizione al sole, stato, qualità costruttiva, privacy, accessibilità, parcheggi, statuto di utilizzo e domanda attuale hanno un ruolo importante.

A questi elementi si aggiungono gli immobili comparabili e la nostra valutazione del pubblico di riferimento. Successivamente definiamo insieme al proprietario come posizionare l’immobile sul mercato.

Perché una valutazione risponde innanzitutto alla domanda:

Quanto vale l’immobile nelle attuali condizioni di mercato?

La strategia di vendita risponde poi a un’altra domanda: Come possiamo portare questo immobile sul mercato nel modo più efficace per ottenere un risultato convincente per il proprietario?

È proprio qui che, per noi, si trova la differenza tra una semplice indicazione di prezzo e una strategia di prezzo professionale.

Un buon prezzo di offerta non deve necessariamente coincidere con il prezzo di vendita finale. Ma dovrebbe motivare gli acquirenti ad agire – offrendo allo stesso tempo al proprietario una solida posizione di partenza per la trattativa.

Domande frequenti sul prezzo iniziale nella vendita immobiliare

Come posso determinare il giusto prezzo di vendita del mio immobile?

Il punto di partenza dovrebbe essere una valutazione approfondita del valore di mercato. Oltre ai dati dell’immobile, vengono considerati anche posizione, stato, microlocalizzazione, vista, esposizione al sole, domanda, immobili comparabili e potenziale pubblico di acquirenti. Su questa base può essere sviluppata una strategia di prezzo adeguata per l’inizio della commercializzazione.

Il prezzo di offerta dovrebbe essere superiore al valore di mercato?

A seconda dell’immobile e della situazione di mercato, un certo margine di trattativa può essere sensato. È importante che il prezzo di offerta rimanga comprensibile per il pubblico di riferimento e sia coerente con la strategia di vendita scelta.

Quanto margine di trattativa è opportuno prevedere nella vendita immobiliare?

Non esiste una percentuale valida per tutti. Tipologia dell’immobile, posizione, fascia di prezzo, domanda, offerte comparabili e situazione individuale del proprietario hanno un ruolo importante. Il margine di trattativa dovrebbe quindi essere definito individualmente per ogni immobile.

Un prezzo iniziale il più alto possibile è migliore per il venditore?

Non automaticamente. Per il venditore ciò che conta, alla fine, è il prezzo di vendita effettivamente ottenuto. Un buon prezzo iniziale non deve quindi soltanto sembrare elevato, ma deve raggiungere gli acquirenti giusti, creare interesse e offrire una buona posizione di partenza per le successive trattative.

Il prezzo di offerta può essere modificato in seguito?

Sì. Se la reazione del mercato fornisce nuove indicazioni o cambiano le condizioni generali, un adeguamento mirato del prezzo può essere sensato. È importante che faccia parte di una strategia comprensibile e non di una serie di piccole riduzioni non pianificate.

Qual è la differenza tra valore di mercato e prezzo di vendita?

Il valore di mercato è una stima del valore realisticamente ottenibile nelle attuali condizioni di mercato. Il prezzo di vendita effettivo nasce invece soltanto dalla domanda concreta e dalla trattativa tra venditore e acquirente. Può quindi differire dal valore di mercato precedentemente stimato.

Perché è utile una valutazione immobiliare prima della vendita?

Una valutazione professionale crea una base solida per la strategia di prezzo. Permette al proprietario di comprendere meglio in quale fascia si colloca il proprio immobile sul mercato e con quale prezzo iniziale può perseguire in modo sensato i propri obiettivi di vendita.

Personale. Chiaro. Responsabile.

I proprietari ci affidano la vendita del loro immobile perché desiderano ottenere un buon risultato. Prendiamo sul serio questo obiettivo.

Per questo, nella definizione del prezzo, non si tratta per noi né di proporre un immobile al prezzo più basso possibile né di ottenere un incarico di vendita promettendo il prezzo più alto.

Vogliamo capire che cosa rende particolare un immobile, quali acquirenti potrebbero essere interessati e con quale strategia di prezzo possiamo creare una solida posizione di partenza per la vendita.

E condividiamo apertamente la nostra valutazione con il proprietario.

Perché alla fine non conta quale prezzo compare nell’annuncio il primo giorno. Ciò che conta è il risultato che viene effettivamente ottenuto per il proprietario.

Il nostro obiettivo non è avere il prezzo più alto nell’annuncio. Il nostro obiettivo è ottenere un risultato di vendita convincente per il proprietario.

Gli autori

Damiano Bertolotti è agente immobiliare con Attestato Professionale Federale (APF), iscritto all'Albo cantonale dei fiduciari immobiliari e vanta una pluriennale esperienza nei settori della tecnica edilizia, del finanziamento immobiliare e della commercializzazione di immobili.

Fabienne Helen Daul è specializzata nella valutazione e nella vendita di immobili ad Ascona, Locarno, Minusio, Brione sopra Minusio, Ronco sopra Ascona, Brissago, Orselina e Gambarogno, sul Lago Maggiore in Ticino.

Insieme accompagnano personalmente i proprietari nella vendita di abitazioni primarie e secondarie – dalla prima valutazione del valore di mercato allo sviluppo di una strategia di commercializzazione personalizzata fino al trasferimento notarile della proprietà.

Con i loro regolari contributi specialistici condividono conoscenze immobiliari approfondite, spiegano in modo comprensibile temi complessi e aiutano proprietari e potenziali acquirenti a prendere decisioni consapevoli riguardo alla vendita, all'acquisto e alla valutazione di immobili in Ticino sul Lago Maggiore.

Ulteriori articoli specialistici dedicati alla vendita immobiliare, alla valutazione degli immobili, alle conoscenze di mercato, alle abitazioni secondarie e al mercato immobiliare in Ticino sul Lago Maggiore sono disponibili nella nostra rubrica «Sapere Immobiliare».

Perché il prezzo iniziale è decisivo
Case Bertolotti

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